Il ginocchio è un’articolazione ricca di strutture anatomiche; per questo, i processi patologici a suo carico possono essere tantissimi e diversi tra loro. In questo articolo, ci concentreremo sul dolore anteriore del ginocchio, sulle sue cause e sui trattamenti per alleviarlo.
Dolore anteriore del ginocchio: di cosa si tratta
Il dolore anteriore del ginocchio è una sindrome algica, spesso provocata da un’alterazione del movimento della rotula durante la flesso-estensione (il naturale “piegamento” del ginocchio).
Nei movimenti quotidiani che il ginocchio compie, la rotula scorre all’interno di un naturale binario anatomico, la troclea femorale.
Se questo scorrimento non è ben allineato al centro, la rotula rischia di provocare dolore.

Per le normali caratteristiche anatomiche dell’arto inferiore, questo sovraccarico avviene, di solito, sul versante esterno del ginocchio; ma esistono anche iperpressioni interne che possono provocare un dolore antero mediale, simile a quello che avviene nelle lesioni meniscali.
Dolore anteriore di rotula: chi colpisce
Questa patologia è più frequente nelle ragazze adolescenti, in particolare tra coloro che hanno smesso di fare attività fisica per dedicarsi maggiormente allo studio o ad attività lavorative. Infatti, una muscolatura tonica ed equilibrata tende a compensare i difetti anatomici come lo strabismo rotuleo o una prevalenza rotulea esterna.
Un’altra categoria particolarmente afflitta dal dolore anteriore di rotula è quella di coloro che sovraccaricano eccessivamente questa articolazione come, ad esempio, i corridori (Runner’s knee o Ginocchio del corridore).

Tutte queste condizioni portano a un’usura asimmetrica della faccetta articolare rotulea detta anche condromalacia rotulea.
Le cause del dolore anteriore del ginocchio
Le cause del dolore anteriore del ginocchio, come accennato in precedenza, sono molteplici ma tutte legate a un disallineamento della rotula durante il suo movimento durante la flessione.
Questo disallineamento potrà essere mediale (interno) o laterale (esterno).
È possibile identificare condizioni di iperpressione (e dolore) nella parte interna del ginocchio spesso associate a un’alterazione della rotazione ossea del femore e della tibia: questo porta al caratteristico quadro dello strabismo rotuleo.
Lo strabismo rotuleo viene così definito perché, guardando frontalmente il paziente in posizione eretta, le rotule tendono a guardare verso l’interno delle ginocchia.

La causa più frequente riscontrata è, però, una iperpressione laterale (esterna) della rotula nei confronti della troclea (il “binario” all’interno del quale scorre la rotula) . Le donne, avendo un bacino anatomicamente più ampio rispetto agli uomini, hanno un vettore di forza del quadricipite più obliquo (angolo maggiore di 15°). Questo vettore obliquo, durante il movimento di flesso estensione del ginocchio, tenderà a spingere la rotula verso la porzione esterna del ginocchio. Questa spinta causa un’usura della cartilagine esterna della rotula e il conseguente dolore antero-esterno del ginocchio.

Ulteriori condizioni anatomiche che favoriscono questa iperpressioni esterna sono:
- un lieve ginocchio valgo;
- un minor sviluppo della porzione interna del muscolo quadricipite (vasto mediale obliquo);
- un deficit dei legamenti femoro-rotulei mediali;
- i piedi piatti valghi (iperpronati).
Come si manifesta?
La manifestazione clinica del dolore anteriore di rotula può essere estremamente varia.
Può presentarsi con un semplice fastidio al termine dell’attività sportiva, fino a forti dolori improvvisi e trafittivi che limitano lo svolgimento delle semplici attività quotidiane.
Il dolore può interessare entrambe le ginocchia (in questo è un tipico caso di patologia rotulea) o anche un solo ginocchio, nonostante, i presupposti anatomici siano presenti in entrambe le ginocchia; il motivo per il quale questo dolore disfunzionale si manifesti solo da un lato rimane, ad oggi, ancora in parte sconosciuto.
Frequentemente il dolore si manifesta dopo aver mantenuto per lungo tempo una posizione seduta o classicamente durante la discesa delle scale.

Così come varia l’intensità del dolore anche la sua localizzazione può essere differente.
Benché il dolore sia, nella maggior parte dei casi, anteriore, esso può anche presentarsi verso la parte interna o esterna del ginocchio, così come posteriormente, quando la contrattura dei muscoli flessori del ginocchio si fa più accentuata.
Nei casi più gravi, possiamo addirittura avere degli pseudo blocchi articolari: il paziente riferirà di avere avvertito un improvviso dolore con conseguente impossibilità di muovere il ginocchio.
Queste differenti presentazioni climiche potranno indirizzare erroneamente verso patologie meniscali.
I disturbi a lungo e breve termine
Qualsiasi alterazione di pressione del versante interno o esterno della rotula comporta una progressiva usura della cartilagine e, quindi, a lungo termine, si potrà sviluppare un’artrosi della femoro-rotulea. Ma più che a lungo termine, la patologia femoro-rotulea comporta dei problemi nel breve periodo, limitando la possibilità di svolgere attività sportive o, addirittura, le normali azioni quotidiane.
Quali esami si devono eseguire?
Non è facile riconoscere il dolore rotuleo anteriore in quanto può avere differenti manifestazioni e localizzazioni.
Un’attenta analisi della storia clinica del paziente, come anche un suo esame obiettivo, sono fondamentali per far emergere questa problematica che rimane, comunque, la più frequente patologia del ginocchio tra gli adolescenti (soprattutto di sesso femminile).
Il primo esame da eseguire è una radiografia delle ginocchia che spesso, però, non evidenzia nulla di anormale.

Il secondo esame è la risonanza magnetica: in svariati casi, anch’essa, non mostra alcun problema se non nelle condizioni di franca instabilità.

Le alterazioni femoro-rotulee, infatti, si manifestano durante il dinamico movimento del ginocchio: né le radiografie né la risonanza magnetica possono mostrarci l’alterazione del tracking della rotula durante la flesso estensione, essendo esami eseguiti a ginocchio “fermo”.
Saranno, allora, esami dinamici quelli che confermeranno le ipotesi diagnostiche cliniche:
- radiografie o T.C. in assiale per rotula a differenti gradi di flessione.
- studio T.C. degli assi torsionali degli arti inferiori

I trattamenti per il dolore anteriore del ginocchio
La stragrande maggioranza delle sindromi rotulee trarrà notevole beneficio dalla riabilitazione e dall’utilizzo di ortesi che possano correggere i piccoli difetti del ginocchio.
Nei pazienti che mostrano la comparsa dei sintomi nel corso di un’intensa attività sportiva, l’utilizzo di infiltrazioni con finalità visco supplementari (acido ialuronico) potrà essere di notevole giovamento.

Il rinforzo muscolare del quadricipite (in particolare, della sua componente interna, il vasto mediale obliquo) associato a terapie di rilassamento (stretching) dei muscoli flessori del ginocchio ed ad una correzione della postura, portano, la maggior parte dei pazienti, ad avere un notevole miglioramento della sintomatologia.

Per questa ragione, l’utilizzo di taping, plantari dedicati o ginocchiere potrà essere di grande aiuto.

Purtroppo, sarà difficile ottenere una completa scomparsa dei sintomi ma si potrà limitare fortemente il loro impatto sulla vita quotidiana, relegandoli a semplici disturbi saltuari.
Il trattamento chirurgico viene riservato a quella piccola percentuale, circa il 10%, di quei pazienti che non riescono ad ottenere benefici sufficienti.
Dolore anteriore del ginocchio: gli interventi chirurgici
Così come possono essere varie le cause della sindrome rotulea, saranno altrettanto differenti i trattamenti chirurgici.
Se l’iperpressione è mediale ed e dovuta a un’alterazione degli assi torsionali del femore e della tibia, bisognerà pensare a una osteotomia correttiva derotativa: si tratta, comunque, di un trattamento abbastanza raro.
Più frequentemente, ci si trova di fronte a una iperpressione esterna: in questo caso, si dovrà diminuire chirurgicamente la spinta che il vettore di forza del quadricipite ha verso l’esterno o aumentare la spinta verso l’interno.
Tali trattamenti chirurgici hanno una progressione di intensità in funzione della gravità del problema:
- I casi più lievi potranno essere curati con una correzione di legamenti o muscoli come la ricostruzione del legamento femoro-rotuleo mediale o una plastica del vasto mediale obliquo;

- nei casi più gravi, si dovranno eseguire anche dei gesti chirurgici sulle porzioni ossee come la trasposizione della tuberosità tibiale anteriore o la trocleo-plastica.

In associazione a questi interventi, si esegue frequentemente un’artroscopia del ginocchio per valutare lo stato cartilagineo della faccetta articolare ed eseguire, eventualmente, gesti artroscopici accessori (microfratture, shaving, asportazione pliche sinoviali, etc…).
Il post-operatorio
La maggior parte di questi interventi chirurgici comporteranno un primo mese di utilizzo di stampelle e, i successivi, di intensa riabilitazione funzionale.
La modifica dell’asse di forza del quadricipite (il più potente muscolo umano) richiede, infatti, una lunga e impegnativa rieducazione del passo e della corsa.
Hai un problema di dolore anteriore al ginocchio e desideri saperne di più riguardo ai possibili trattamenti? Non esitare a contattarmi.

Salve Dottor Giardina , io sono stato operato per frattura rotula da Lei in dicembre , sono in lista per togliere il cerchiaggio che è molto fastidioso , Le chiedo se ci sono speranze in questo periodo col problema del virus di poter togliere questi ferri . La ringrazio infinitamente. Lorenzo possenti
Gentile Signor Possenti, speriamo di tornare il prima possibile alla normalità ed eseguire quindi anche gli interventi che non sono “urgenti” come le fratture.
Non so penso che questa normalità possa essere raggiunta in qualche settimana ma probabilmente ci vorrà qualche mese. Comunque sarà nostra premura avvertire i pazienti in lista di attesa non appena avremo indicazioni chiare dalla Regione e dal Ministero.
Cordiali Saluti