Il ginocchio è un’articolazione governata da molti legamenti (è permessa, infatti, solo la flesso-estensione) e dotata di una ricca innervazione propriocettiva; questo fa sì che la mobilizzazione post-operatoria della protesi sia caratterizzata più frequentemente da dolore, condizione che si verifica più frequentemente rispetto a quanto accade per l’anca, come nella protesi o l’artroscopia d’anca.
Questo dolore, presente nei primi giorni dopo l’intervento, non deve spaventare: esso, infatti, progressivamente scompare, lasciando il posto a una corretta ripresa funzionale del ginocchio.
Se, invece, il dolore post-operatorio della protesi di ginocchio perdura nel tempo, muta le sue caratteristiche e non può essere controllato attraverso gli antidolorifici, è possibile che la protesi possa avere un problema.
È consigliabile rivolgersi immediatamente al proprio chirurgo ortopedico se:
- il dolore persiste oltre le sei settimane;
- si avverte un bruciore intenso;
- si presentano fitte e/o cedimenti improvvisi.
Protesi di ginocchio dolorosa o protesi di ginocchio infetta?
La prima cosa da escludere quando la funzionalità di una protesi di ginocchio peggiora invece di migliorare, è la presenza di un’infezione.
L’infezione periprotesica è sicuramente la più temibile tra le complicanze, nonché quella che può richiedere l’iter più lungo per la guarigione.
Eseguendo esami fisici ematici ed eventualmente un prelievo ecoguidato dall’articolazione, è possibile escludere questa rara ma estremamente pericolosa complicanza.

E’ molto importante riconoscere un’infezione protesica precocemente perché, in questo modo, si può trattare senza che la protesi debba essere rimossa. Se, invece, il tempo trascorso fosse già troppo lungo (oltre i 30 giorni), una pulizia chirurgica associata agli antibiotici non riusciranno ad eradicarla e sarà necessario asportare la protesi e poi impiantarla nuovamente a guarigione avvenuta.
Individuare la causa della protesi di ginocchio dolorosa
Esclusa la possibilità di un’infezione in atto, è possibile che, nelle prime settimane, il dolore avvertito durante il cammino possa essere dovuto a una non completa ripresa funzionale.
Bisognerà, quindi, insistere con la riabilitazione, cercando, parallelamente, le cause meccaniche del dolore.

La prima cosa sarà effettuare un accurato esame clinico e anamnestico: sapere dove e quando compare il dolore è di primaria importanza per raggiungere una diagnosi.
Successivamente, la progressione delle immagini radiografiche ed, eventualmente, una TC (con protocollo ad esclusione degli artefatti metallici), sono di grande aiuto nell’evidenziare la causa del malfunzionamento della protesi.

Protesi di ginocchio: le terapie in caso di dolore
Prima di pensare a una revisione chirurgica, è fondamentale affidarsi a una rinnovata terapia fisica oltre che una terapia antalgica (riduzione del dolore): il posizionamento di un catetere perinervoso o l’utilizzo della radiofrequenza antalgica permettono la ripresa funzionale libera dal dolore.

Il recupero di una protesi di ginocchio è ottenuto da un team multidisciplinare: non è importante solo il lavoro del chirurgo ortopedico, ma anche quello del fisiatra, del fisioterapista e, a volte, del terapista del dolore.
La revisione chirurgica
Se è stata identificata una causa certa che possa spiegare il dolore persistente alla protesi di ginocchio e, nonostante reiterate terapie fisiche e antalgiche non è stato possibile ottenere una buona funzionalità dell’articolazione, allora sarà necessario pianificare una revisione chirurgica, eseguendo un reimpianto di protesi di ginocchio.
Hai un problema di protesi di ginocchio dolorosa? Non esitare a contattarmi.

Un mio caro cugino di anni 80 e’ stato sottoposto a revisione chirurgica 4 gg fa, dopo un calvario di mesi, come quello che si inferisce nell’articolo. Causa: infezione della protesi. Potrei cortesemente sapere a quanto ammonta la percentuale dei casi ‘sfortunati’? Lo chiedo perché sono in procinto di sottopormi ad intervento di protesi del ginocchio. Grazie
Gentilissima Signora Martini, l’infezione della protesi di ginocchio è sicuramente la complicanza peggiore che possa capitare.
Dal registro regionale dell’Emilia Romagna tale tasso si attesta dal 2000 ad oggi al valore di 0,8%, come può rilevare a pagina 93 del report di cui le metto il link qui
http://ripo.cineca.it/authzssl/pdf/report_ita_2017.pdf
Bisogna sottolineare però che alcune condizioni alzano questo valore (fumo, obesità, diabete).
Chiedo un parere se possibile! Ho fatto un intervento in artroscopia al ginocchio sinistro il 29 gennaio 2020 ! Diagnosi dopo intervento:Rottura del corno posteriore del menisco mediale,condrosi di III grado della rotula e condilo femorale mediale ginocchio sn. La risonanza che ho rifatto il 2/07 2020 da questo esito: minima quantità di liquido articolare.Aspettidi condropatia erosiva di terzo-quarto grado femoro-patellare con areole di edema spongioso subcondrale rotulea.Iniziali note artrosiche ai capi ossei del compartimento interno del ginocchio con segni di condropatia erosiva di terzo grado ai capi ossei contrapposti di areola di edema spongioso al piatto tibiale interno ;ridottal’ampiezza dello spazio articolare aspetti degenerativi del menisco mediale che presenta fissurazione orizzontale al corno posteriore.Nei limiti di norma i tendini ed i legamenti del ginocchio. Volevo semplicemente sapere secondo il suo punto di vista se dovrò subire un ‘altro intervento per rimediare visto che i dolori sono continuativi e sono costretta se voglio camminare a prendere antidolorifici quasi tutti i giorni ! Grazie per la sua disponibilità e gentilezza! Raffaela buona serata!
Salve, purtroppo dagli esami che ha eseguito l’usura della cartilagine sembra in stato avanzato e, non avendo più il “cuscinetto” meniscale, la cartilagine tenderà ad usurarsi sempre più.
È verosimile che un giorno dovrà fare altri interventi per trattare il dolore derivante da questo consumo articolare.
Se ha altri dubbi, mi scriva.
Cordiali Saluti