La Protesi di Ginocchio è il trattamento della gonartrosi. Se l’usura della cartilagine ha raggiunto l’osso non posso trarre beneficio per molto tempo da un intervento di osteotomia correttiva, da un trapianto di menisco o da terapie infiltrative; in questo caso, infatti, per ottenere un beneficio dal dolore e il recupero della funzionalità del ginocchio, l’unica soluzione è la protesi di ginocchio.
tipologie di protesi di ginocchio
Sostanzialmente esistono due tipologie di protesi di ginocchio, entrambe caratterizzate da una componente femorale e una tibiale, con un inserto interposto fra le due:
1. La protesi parziale di ginocchio o protesi monocompartimentale nella quale si ricostruisce solo la porzione danneggiata del ginocchio, mediale o laterale. La protesi monocompartimentale di ginocchio si effettua con successo se il dolore e l’usura della cartilagine sono localizzati principalmente in un punto specifico del ginocchio.

2. La protesi totale di ginocchio nella quale si ricostruiscono entrambi i compartimenti, mediale e laterale. Si deve fare una protesi totale di ginocchio nel caso in cui l’usura della cartilagine interessi entrambi i versanti del ginocchio, mediale e laterale. Quando la cartilagine risulta particolarmente danneggiata, viene sostituita anche la rotula con una componente in polietilene.

protesi di ginocchio: i materiali
Le componenti femorale e tibiale della protesi di ginocchio sono costituite da materiale metallico, normalmente una lega di cromo e cobalto. L’inserto interposto, invece, è costituito da materiale plastico (polietilene ad alto peso molecolare); tale inserto ha lo scopo di permettere il movimento articolare di scorrimento e di rotolamento.
Se il paziente riferisce allergie a metalli come il Nickel, esistono protesi composte da materiali anallergici come il titanio o l’Oxinium.

modelli di protesi di ginocchio
Le protesi di ginocchio hanno diversi gradi di vincolo interno a seconda dello stato dei legamenti del Paziente.
Nella maggior parte dei pazienti, i legamenti (soprattutto i collaterali) sono continenti e vengono, quindi, impiantate protesi con un basso grado di vincolo; se, al contrario, il paziente presenta un ginocchio fortemente instabile per malattie concomitanti o gravi traumi pregressi, si utilizzerà una protesi vincolata o semivincolata.
le nuove tecnologie
Negli ultimi anni, la scienza ha sempre più affiancato il lavoro dei chirurghi, fornendo una scelta sempre più ampia di nuove tecnologie per migliorare i risultati clinici e permettere di realizzare protesi su misura del Paziente.
La navigazione intraoperatoria con GPS è sempre più affidabile e veloce da utilizzare e oggi è possibile eseguire i tagli ossei anche avvalendosi di un robot.
In alternativa, si possono utilizzare tecniche chirurgiche innovative con tagli calibrati dell’osso, eseguendo una protesi di rivestimento del ginocchio secondo i principi dell’allineamento cinematico.
In pazienti in cui vi siano mezzi di sintesi che impediscano il posizionamento dello strumentario chirurgico, è possibile, tramite una TC pre operatoria, eseguire una pianificazione tridimensionale con la costruzione di mascherine personalizzate: questa tecnica è chiamata P.S.I. (Patient Specific Instrumentation), cioè strumentario Paziente-specifico.
il post-operatorio
Già dal primo giorno dopo l’intervento, si inizia la mobilizzazione del ginocchio e la verticalizzazione con l’aiuto delle stampelle.

Nei giorni successivi, si impara, con il supporto di una fisioterapista, a camminare e salire/scendere le scale con le stampelle. Il carico è permesso da subito e, dopo circa 15-20 giorni dall’intervento, si incoraggia il paziente ad abbandonare la prima stampella.

La deambulazione senza stampelle viene normalmente raggiunta a un mese dall’intervento chirurgico di protesi di ginocchio.
La dimissione dalla struttura dipende dalle condizioni generali del paziente: avviene, generalmente, dopo 4-5 giorni dall’intervento per i pazienti più giovani; i pazienti più anziani che richiedano maggiore attenzione a causa di patologie concomitanti, rimangono ricoverati fino a una stabilizzazione dei parametri generali.
la riabilitazione
Dopo un intervento di protesi di ginocchio, è necessario continuare la riabilitazione anche dopo la dimissione dalla struttura, fino alla quinta-sesta settimana (circa) dopo l’intervento.
Si consiglia al paziente di proseguire gli esercizi appresi durante la degenza per riattivare la muscolatura e per raggiungere una flesso-estensione del ginocchio ottimale.
Un paziente senza problematiche concomitanti che ne limitino il movimento e gli spostamenti, con amici o familiari di supporto e che abiti in una casa senza barriere architettoniche, può serenamente rientrare al domicilio, gestendo la riabilitazione con un fisioterapista o recandosi in un vicino centro.

Per un un paziente che presenta, invece, concomitanti problemi deambulatori, senza familiari o amici disponibili e che abiti in una casa con barriere architettoniche, è preferibile continuare la riabilitazione con ricovero presso un centro di riabilitazione.
durata di una protesi di ginocchio
La sopravvivenza delle protesi d’anca e di ginocchio vengono studiate da vari decenni e i risultati sono immessi nei registri protesici nazionali. I primi a introdurre questi registri, furono gli scandinavi verso la fine degli anni ’70, mentre, dal 1990, è partito un progetto pilota di registro all’interno dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.
Nel 2000 è nato in Emilia-Romagna il R.I.P.O. (Registro dell’Implantologia Protesica Ortopedica) che permette il monitoraggio preciso di tutte le protesi d’anca e di ginocchio impiantate nella Regione.
Ogni anno il Registro elabora un rapporto nel quale si analizza la riuscita di ogni singola tipologia di protesi, anche in relazione alle caratteristiche dei pazienti (età, sesso, patologie).
Ad oggi, le protesi di ginocchio presentano una sopravvivenza di circa il 94% a 17 anni di distanza dall’impianto.

I chirurghi possono oggi avvalersi di questo rapporto per orientare le proprie scelte, impiantando il tipo di protesi che ha fornito i migliori risultati nel tempo.
Il Registro (che ha sede presso il Laboratorio di Tecnologia Medica dell’Istituto Rizzoli) fornisce, inoltre, ai pazienti la certezza di poter essere prontamente rintracciati nel caso in cui si rendessero necessari controlli straordinari delle protesi impiantate.
Vuoi saperne di più riguardo alle protesi di ginocchio? Non esitare a CONTATTARMI.
