Le lesioni del legamento sono lesioni di natura traumatica (con meccanismo diretto o indiretto) e possono associarsi a lesioni meniscali o della cartilagine. Sono frequentemente dovute a sport di contatto (calcio, basket) o caratterizzati da cambi di direzione (sci, pallavolo, tennis). Le lesioni riguardano:
- Legamento Crociato Anteriore (LCA)
- Legamento Crociato Posteriore (LCP)
- Legamento Collaterale Mediale (LCM)
- Legamento Collaterale Laterale (LCL)

Lesione del legamento crociato anteriore (LCA)
La lesione più frequente interessa il legamento crociato anteriore (LCA); solo in Italia, infatti, vengono eseguite oltre 20.000 ricostruzioni di tale legamento ogni anno.
Lesione del legamento crociato anteriore: come avviene?
La lesione del legamento crociato anteriore è, spesso, causato da un trauma in valgismo e in extrarotazione ed è caratterizzato da una fase acuta con sensazione di “crack” e successivo dolore e impotenza funzionale dell’articolazione. Nelle ore successive, frequentemente, si assiste a un versamento ematico nell’articolazione (emartro).

La fase cronica della lesione, nelle settimane e mesi successivi al trauma, è caratterizzata da instabilità articolare con sensazione di cedimento.
Come si diagnostica la lesione del legamento crociato anteriore?
La diagnosi viene fatta con test clinici e con una Risonanza Magnetica che conferma il sospetto dello specialista.

Terapia conservativa e terapia chirurgica
La terapia conservativa (non chirurgica) è caratterizzata, inizialmente, da riposo e ghiaccio, oltre all’utilizzo di anti-infiammatori sistemici e, successivamente, da rinforzo muscolare associato a terapie fisiche (ad es. Laser, TECAR) .
Questo tipo di terapia viene riservata a persone sedentarie e con età avanzata.
La terapia chirurgica di ricostruzione del Legamento Crociato Anteriore viene adottata nella maggior parte dei casi e prevede la sostituzione del legamento rotto con l’impiego di tessuto autologo, cioè dell’individuo stesso (come il suo tendine rotuleo, oppure i tendini gracile e semitendinoso) oppure omologo, cioè tessuto proveniente dalla banca dell’osso da un donatore (questa è una scelta nelle ri-rotture del legamento crociato anteriore).
La ricostruzione del legamento nella terapia chirurgica
La ricostruzione del legamento viene eseguita in artroscopia per rendere il trauma chirurgico minore possibile.
L’utilizzo del tendine rotuleo è caratterizzato da una bassa elasticità del trapianto nel corso degli anni rispetto ad altri tendini; prevede, però, un’invasività sull’apparato estensore (quadricipite-rotula) con una percentuale non indifferente (dal 5 al 15%) di dolori residui anteriori.
Per questa ragione, ad oggi, la scelta chirurgica maggiormente utilizzata è la ricostruzione col tendine del muscolo semitendinoso accoppiato o meno al tendine del muscolo gracile.
I tendine del muscolo gracile e semitendinoso vengono prelevati attraverso una piccola incisione appena al di sotto dei portali artroscopici del ginocchio.

Questi due tendini vengono quindi preparati per costituire il neo-legamento.

Esistono tecniche di ricostruzione a singolo o a doppio fascio (video).
La riabilitazione post-operatoria
La riabilitazione post-operatoria comincia normalmente dopo 2-3 settimane dall’intervento, a seconda dalle lesioni associate (meniscali e cartilaginee). Normalmente non si utilizza alcuna ginocchiera post-operatoria; si permettere un carico parziale ed una flesso-estensione almeno fino a 90° dal 2°-3° giorno post-operatorio e comunque in funzione del proprio dolore.
Il ritorno alla deambulazione senza stampelle è a circa 25-30 giorni dall’intervento.
Il ritorno agli sport di contatto è a circa 4-5 mesi dall’intervento.
Lesione del legamento crociato posteriore (LCP)
La lesione del legamento crociato posteriore (LCP) è rara (circa il 2% di tutte le lesioni legamentose del ginocchio).
Lesione del legamento crociato posteriore: come avviene?
La lesione del legamento crociato posteriore è solitamente associata a traumi ad alta energia con sub-/lussazioni articolari, più spesso, quindi, nel contesto di lesioni multi-legamentose; più raro è, invece, una lesione isolata per un trauma diretto anteriore alla tibia (il cosiddetto trauma da cruscotto).

La fase acuta è caratterizzata da un forte dolore con impotenza funzionale.
La fase cronica della lesione è, rispetto al quadro del LCA, meno frequentemente caratterizzata
da instabilità articolari (se la lesione è isolata), quindi, spesso, non si interviene chirurgicamente perché si riesce a trattare la patologia con una terapia fisica riabilitativa che riesce a dare un buon risultato funzionale al paziente.
Come si diagnostica la lesione del legamento crociato posteriore?
La diagnosi viene fatta con test clinici e con una Risonanza Magnetica che conferma il sospetto dello specialista.

Intervento chirurgico
Quando si decide di intervenire chirurgicamente, la ricostruzione del legamento crociato posteriore viene eseguita in artroscopia utilizzando un tendine autologo (tendine rotuleo, oppure i tendini gracile e semitendinoso) od omologo (tessuto proveniente dalla banca dell’osso da un donatore).
Riabilitazione post-operatoria
La riabilitazione post-operatoria è lunga e impegnativa e, normalmente, prevede l’utilizzo di una ginocchiera post-operatoria per il primo mese; il carico completo si raggiunge solo alla fine del secondo mese mentre la flesso-estensione libera viene progressivamente permessa nei primi 45-60 giorni.
Il ritorno agli sport di contatto è a circa 6 mesi dall’intervento.
Lesione del legamento collaterale mediale (LCM)
La lesione del legamento collaterale mediale (LCM) è la più frequente lesione legamentosa del ginocchio: solitamente è isolata ma può associarsi, in circa il 25% dei casi, a lesioni di altri legamenti o meniscali.
Lesione del legamento collaterale mediale: come avviene?
La lesione avviene per un trauma con stress in valgismo, cioè col piede che si porta verso l’esterno del nostro asse.

Come di diagnostica la lesione del legamento collaterale mediale?
La diagnosi viene fatta con test clinici e con una Risonanza Magnetica che conferma il sospetto dello specialista.
Come si tratta la lesione?
Le fibre dei legamenti collaterali dopo il trauma rimangono, a differenza di quelle dei crociati, in continuità fra loro, quindi l’immobilizzazione del ginocchio dopo il trauma (normalmente per una quindicina di giorni) guarisce il LCM spesso senza lassità clinicamente residue.

La maggior parte di tali lesioni sono, quindi, trattabili non chirurgicamente.
Per lesioni di alto grado o associate ad altre patologie chirurgiche, invece, si esegue una sutura diretta chirurgica del legamento o a plastiche ritentive.
Riabilitazione post-operatoria
La riabilitazione post-operatoria prevede l’utilizzo di una ginocchiera post-operatoria per il primo mese.
Il carico parziale è permesso dai primi giorni in funzione del dolore. La ginocchiera viene sbloccata progressivamente in flesso-estensione durante il primo mese.
Il ritorno agli sport di contatto è a circa 4-5 mesi dall’intervento.
La lesione del legamento collaterale laterale (LCL)
La lesione del legamento collaterale laterale (LCL) è rara, è solitamente associata a lesioni dei legamenti crociati (in particolare del LCP).
Lesione del legamento collaterale laterale: come avviene?
La lesione avviene per un trauma ad alta energia con stress in varismo, cioè col piede che si porta verso l’interno del nostro asse.

Come si diagnostica la lesione collaterale laterale?
La diagnosi viene fatta con test clinici e con una Risonanza Magnetica che conferma il sospetto dello specialista.
Come si tratta la lesione?
Le fibre dei legamenti collaterali, dopo il trauma, rimangono in continuità fra loro. Dopo un periodo di immobilizzazione del ginocchio (normalmente una quindicina di giorni) si dovrà valutare la stabilità residua e le frequenti lesioni associate per decidere la tipologia di trattamento.
La maggior parte di lesioni isolate sono spesso non chirurgiche, avendo una buona guarigione dei fasci legamentosi.
Per lesioni isolate di alto grado (quindi con una guarigione in lassità) o lesioni associate ad altre patologie chirurgiche, si esegue una sutura diretta chirurgica del legamento o a plastiche ritentive.
Riabilitazione post-operatoria
La riabilitazione post-operatoria prevede l’utilizzo di una ginocchiera post-operatoria per il primo mese.
Il carico dipenderà dalle frequenti lesioni associate, si la lesione è isolata un carico parziale è permesso dai primi giorni. La ginocchiera, similmente alle ricostruzioni del legamento collaterale mediale, viene sbloccata progressivamente in flesso-estensione durante il primo mese.
Il ritorno agli sport di contatto è a circa 4-5 mesi dall’intervento.
Vuoi saperne di più riguardo alle lesioni del legamento? Non esitare a CONTATTARMI.
