La cisti di Baker: di cosa si tratta, sintomi e trattamenti

La cisti di Baker appare come un nodulo o una sacca piena di liquido posizionata dietro al ginocchio.

La sua presenza è, in alcuni casi, asintomatica mentre, in altri, si associa a gonfiore, dolore o sensazione di rigidità articolare. In realtà, però, la cisti di Baker non è altro che la manifestazione di un’altra patologia associata e preesistente.

cisti di Baker

Vediamo allora di cosa si tratta, cercando di comprenderne le cause e analizzando le possibili soluzioni. 

Che cos’è la cisti di Baker

La cisti di Baker o cisti poplitea è una tumefazione benigna che si forma dietro al ginocchio (in una regione definita, appunto, poplite), provocando gonfiore più o meno palpabile e rendendo difficoltosa la flessione e l’estensione del ginocchio. 

Le sue dimensioni possono variare molto. Mentre in alcuni pazienti essa è talmente grande da essere visibile ad occhio nudo, in altri casi viene identificata solo dopo esami specifici come l’ecografia o la risonanza magnetica.

La presenza della cisti può essere associata a dolore al ginocchio, di solito localizzato nella regione interna e/o posteriore. Difficilmente, però, essa si manifesta in un ginocchio sano: infatti, a determinarne la formazione è quasi sempre una patologia degenerativa del menisco (più spesso mediale o interna), solitamente associata a un iniziale consumo della cartilagine. 

Non a caso, questa problematica insorge prevalentemente dopo i 40 anni e, soprattutto, nella fascia 50-70, quando è più frequente che vi siano altri disturbi articolari del ginocchio (come l’artrosi) che possono favorire la fuoriuscita del liquido sinoviale e, di conseguenza, la formazione della cisti. 

Per trattare il dolore associato alla cisti di Baker, quindi, non è sufficiente eseguire una sua aspirazione; sarà invece necessario agire sulla causa responsabile dell’accumulo di liquido sinoviale.

Origine della cisti di Baker

Il meccanismo alla base della formazione della cisti di Baker è una patologia degenerativa del ginocchio. Ad un’iniziale usura della cartilagine, infatti, si associa frequentemente un’usura del margine articolare del menisco.

Queste condizioni iniziali pongono i presupposti ai tre eventi fondamentali che concorrono alla formazione della cisti di Baker:

  1. Un aumento della produzione di liquido sinoviale da parte del ginocchio; si tratta di un meccanismo di difesa che l’articolazione mette in atto per “lubrificare” un “ingranaggio” che inizia a consumarsi.
  2. L’apertura a “libro” dei due foglietti del menisco lesionato; l’aumento della pressione intrarticolare permette al liquido sinoviale di trovare una via d’uscita tra lo strato superiore ed inferiore del menisco.
  3. Lo sviluppo della cisti; il liquido sinoviale forma progressivamente una cisti, trovando nello spazio posteriore del ginocchio un tessuto facilmente dilatabile.

La zona poplitea più frequentemente interessata da questo accumulo di liquido sinoviale è quella che si trova fra i muscoli semimembranoso e gastrocnemio.

Complicanze

Anche se si tratta di eventi estremamente rari, la presenza della cisti di Baker può, talvolta, comportare delle complicazioni:

  1. La rottura della cisti, avvertita dal paziente come un forte dolore posteriore al ginocchio, dolore che comunque tende a scomparire nel giro di qualche giorno.
  2. La trombosi venosa profonda, dovuta alla compressione venosa che tale formazione può esercitare sui vasi posteriori al ginocchio

La diagnosi

Il dato clinico della tumefazione è fortemente indicativo del fatto che ci troviamo di fronte a una cisti di Baker. 

Per confermare tale diagnosi, può essere fatta un’ecografia, un esame semplice e veloce che viene eseguito con brevi tempi di attesa rivolgendosi al nostro Sistema Sanitario Nazionale.

Ma, dato che spesso alla cisti di baker si associa un’usura della cartilagine, bisognerebbe propendere per una “fotografia” più approfondita del ginocchio: la risonanza magnetica. Questo esame, infatti, permette di valutare con grande precisione le strutture articolari e, in particolare, la cartilagine e i menischi.

Trattamento della cisti di Baker

Essendo la cisti di Baker una manifestazione secondaria di una patologia degenerativa cartilaginea e meniscale preesistente, l’aspirazione o l’asportazione della cisti risolverà solo la sensazione di “compressione” ma non il dolore articolare associato. 

Nel caso in cui, però, tale compressione dovesse causare un moderato o forte dolore, l’aspirazione della cisti con eventuale iniezione di FANS o cortisonici, comporterà un netto miglioramento di questa problematica. Il successivo posizionamento di ghiaccio, il riposo e l’utilizzo di antinfiammatori orali potranno poi inibire la sua recidiva.

A di là di questi palliativi, sarà comunque necessario ricercare la causa primaria responsabile dell’accumulo anomalo di liquido sinoviale, studiando l’articolazione del ginocchio. Il consumo cartilagineo articolare, in particolare del compartimento mediale, dovrà essere quantificato per valutare un eventuale trattamento meniscale artroscopico, una correzione dell’asse del ginocchio o delle terapie infiltrative a protezione della cartilagine.

Nei casi in cui la cisti di Baker dovesse essere associata  a un’artrosi in fase avanzata con inefficacia dei trattamenti incruenti, si valuterà la sostituzione protesica del ginocchio.

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federicogiardina