In che modo la riduzione della rima articolare femoro-tibiale si lega alla gonartrosi e quali possono essere le soluzioni per porre rimedio a questa condizione?
Prima di rispondere a questa domanda, cerchiamo di fare chiarezza sui termini. Quando parliamo di rima articolare parliamo dello spazio che intercorre tra i due capi ossei di un’articolazione; nel caso specifico del ginocchio questo spazio articolare si trova tra il femore e la tibia e, per questo, prende il nome di rima articolare femoro-tibiale.

Riduzione della rima articolare femoro-tibiale: di cosa si tratta
L’intervallo che intercorre tra il femore e la tibia non è vuoto ma è occupato dalla cartilagine.

Essendo la cartilagine radiotrasparente, se nella radiografia l’intervallo tra femore e tibia risulta diminuito o molto ridotto, significa che siamo in presenza di un’usura più o meno accentuata della cartilagine. Come è ben noto, si tratta di uno dei primi segnali di artrosi del ginocchio o gonartrosi.

Non sempre una riduzione della rima articolare rappresenta una situazione grave ma dipende, ovviamente, da quanto questa appare ridotta. Per avere un quadro clinico preciso, servirà una valutazione diretta da parte di un ortopedico.
Gli esami da fare in presenza di una riduzione della rima articolare
Il primo esame da eseguire quando emerge un dolore al ginocchio prolungato nel tempo senza che ci sia stato un evento traumatico è una radiografia.
La situazione deve essere inquadrata nella sua interezza da una visita specialistica che cerchi di valutare lo stato di questa patologia e pianifichi eventuali ulteriori accertamenti come una radiografia sotto carico (in posizione eretta) e la Risonanza Magnetica; andranno poi valutate, insieme al paziente, quali tra le differenti terapie sarà necessario effettuare successivamente.

Quali soluzioni possono essere adottare?
Come già accennato, le terapie in caso di riduzione della rima articolare possono essere diverse, a seconda della gravità del quadro clinico. Le soluzioni dipendono, infatti, dal grado di consumo della cartilagine, dall’eventuale presenza di fattori predisponenti e dall’età del paziente.
Approccio conservativo
Il primo approccio per cercare di diminuire il consumo della cartilagine e, conseguentemente, il dolore, è volto a modificare il proprio stile di vita, ricercando la perdita di peso attraverso la dieta e la ginnastica a basso impatto gravitazionale (bicicletta, esercizi in palestra, nuoto, esercizi in acqua, Yoga, ecc…).

Successivamente, un ruolo nel miglioramento nel dolore e della funzionalità del ginocchio potranno averlo l’assunzione di condroprotettori orali e le terapie infiltrative come quelle di acido ialuronico.
L’acido ialuronico, prodotto naturalmente dal nostro organismo, ha importanti proprietà antinfiammatorie; è, inoltre, una componente fondamentale del liquido sinoviale, garantendo una lubrificazione adeguata ed evitando, così, la frizione fra le ossa (e quindi il dolore e l’usura).
Se con i trattamenti conservativi non viene riscontrato un miglioramento della sintomatologia dolorosa oppure se ci troviamo di fronte a uno stato di usura della cartilagine molto avanzato, si potrà optare per i trattamenti chirurgici.
Trattamenti chirurgici
Per i pazienti al di sotto dei 55-60 anni di età che presentano una deviazione dell’asse di carico del ginocchio, sarà possibile eseguire una osteotomia correttiva, in modo da proteggere la porzione (interna o esterna) maggiormente usurata della cartilagine.

Per i pazienti che hanno avuto una pregressa meniscectomia e che hanno un’età non superiore ai 50 anni, una valida opzione chirurgica può essere rappresentata dal trapianto di menisco, in modo da ripristinare il naturale cuscinetto articolare.
Se, invece, l’usura della cartilagine ha già raggiunto l’osso, è probabile che si tratti di una scomparsa della rima articolare e non della sua semplice riduzione. In un quadro artrosico così avanzato, l’unico trattamento che permette di ottenere una reale scomparsa del dolore e il recupero della funzionalità dell’articolazione è la protesi di ginocchio.

Soffri di dolore all’articolazione del ginocchio e desideri sapere se si tratta di riduzione della rima articolare? Non esitare a contattarmi.

Ho saputo che lei si interessa anche dei problemi all’ileo ipsoas che mi e’ stato probabilmente lesionato durante intervento all’anca. Se e’ vero vorrei un appuntamento perche’ mi crea fortissimi dolori ed handicap importanti. Grazie
Gentile Signora Silvan, mi occupo anche di artroscopia dell’anca con la quale si possono risolvere problematiche relative allo psoas. Se vuole può chiamare Nicoletta allo 351-9390882 da domattina
Esauriente. Grazie.