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La Medicina Rigenerativa nel trattamento dell’artrosi dell’anca e del ginocchio: l’Ortobiologia

L’artrosi dell’anca (o coxartrosi) e l’artrosi del ginocchio (o gonartrosi) sono patologie purtroppo molto diffuse che affliggono due delle più importanti articolazioni del corpo umano; per questo, oggi, la ricerca incanala molti dei suoi sforzi nel tentativo di stabilire una stretta correlazione tra guarigione del ginocchio e dell’anca e la Medicina Rigenerativa.

Quando la Medicina Rigenerativa viene applicata in Ortopedia, prende il nome di Ortobiologia, una disciplina che ha come obiettivo quello di scongiurare la degenerazione delle articolazioni utilizzando tessuti e cellule del paziente stesso.

Ma andiamo per ordine..

LA MEDICINA RIGENERATIVA: facciamo chiarezza

Quando parliamo di medicina rigenerativa, intendiamo quella branca della medicina che si pone l’obiettivo di riparare un tessuto danneggiato attraverso la rigenerazione cellulare e non mediante la sostituzione metallica dell’articolazione.

La “nascita” delle cellule mesenchimali-staminali

Essa si basa sull’utilizzo di un particolare tipo di cellule, chiamate Mesenchymal Stem Cells (letteralmente cellule mesenchimali staminali). Questo termine fu coniato nel 1991 dallo scienziato americano Arnold Caplan: egli immaginava una classe di cellule ossee umane che potevano essere isolate e moltiplicate in cultura mantenendo la capacità di differenziarsi in differenti tessuti come osso, cartilagine, tessuto adiposo ad altro.

Questa loro capacità viene definita multipotente, e divenne erroneamente la prova per chiamarle appunto staminali.

Oggi dopo centinaia di test clinici, la capacità rigenerativa di queste cosiddette cellule staminali (Mesenchymal Stem Cells) è stata fortemente ridimensionata.

Infatti, dai numerosi studi clinici si è evidenziato che queste cellule non sono purtroppo staminali, quindi dotate di capacità differenziativa e rigenerativa.
I risultati clinici positivi sono dovuti al fatto che queste cellule, solitamente ricavate dal midollo osseo (dalla cresta iliaca del bacino) o dal grasso sottocutaneo del paziente, sono periciti (cellule derivanti dai piccoli vasi) che, una volta iniettate in un nuovo ambiente (anca o ginocchio), si attivano rilasciando molecole che riducono l’infiammazione: questo fa sì che l’ambiente articolare ritorni alla sua fisiologica funzione, diminuendo il dolore.

Da Stuart J Mills Allison J Cowin and Pritinder Kaur Pericytes Mesenchymal Stem Cells and the Wound Healing Process Cells 2013 2 621 634

Per questo, vengono utilizzate soprattutto per le lesioni che interessano la cartilagine come, appunto, la coxartrosi e la gonartrosi.

Recentemente il Prof. Caplan ha manifestato la sua volontà di modificare il termine da lui coniato (Cellule Mesenchimali Staminali), sostituendolo con Cellule Medicinali Modulatorie (Medicinal Segnaling Cells).

Come accennato precedentemente, si è infatti dimostrato che queste cellule, rilasciate nelle articolazioni, hanno la sola capacità di “modulare” l’ambiente danneggiato, “parlando” all’ambiente circostante.
Questa comunicazione permette il rallentamento dell’apoptosi cellulare (la fisiologica morte cellulare) dei condrociti e promuove la sintesi di collagene, il mattone della “cartilagine”.

Questo avviene soprattutto in condizioni di artrosi moderata.

E’ possibile ad oggi affermare che si tratta di procedure sicure; ma quindi quanto sono efficaci?

L’APPLICAZIONE IN ORTOPEDIA: L’ORTOBIOLOGIA

Abbiamo detto che l’Ortobiologia è quella disciplina che combina Medicina Rigenerativa e Ortopedia; il suo obiettivo è quello di cercare di recuperare quanto danneggiato a livello articolare piuttosto che procedere subito con l’intervento chirurgico.

Ovviamente, questo tipo di scelta viene fatta quando si è di fronte alle fasi iniziali della degenerazione articolare.

ORTOBIOLOGIA: COME FUNZIONA

Quando iniziano a manifestarsi i primi sintomi di artrosi dell’anca o del ginocchio, si procede al prelievo di precursori cellulari dal tessuto adiposo, dal midollo osseo e dal sangue.

Queste particolari cellule vengono poi introdotte tramite infiltrazione all’interno delle articolazioni danneggiate; in questo modo, la concentrazione di cellule precursori nell’anca o nel ginocchio aumenta.

i benefici dell’ortobiologia

Grazie all’introduzione di cellule precursori nelle giunture, le cellule già presenti nella cartilagine vengono “riattivate”; questo favorisce la loro rigenerazione, permettendo di sfiammare e ridurre il dolore all’articolazione dell’anca o del ginocchio. Il risultato è inoltre duraturo nel tempo.

anca, GINOCCHIO e TERAPIA RIGENERATIVA: i LIMITI

Come abbiamo già visto, le cosidette “terapie rigenerative” sono state pensate per stimolare la rigenerazione dei tessuti cartilaginei ma, in realtà, sembrano piuttosto ridurre l’infiammazione articolare.

I risultati, che un tempo venivano classificati come positivi, sono dovuti al fatto che, il materiale prelevato dal midollo osseo, dal sangue o dal tessuto adiposo del paziente per poi essere iniettato ove è presente il danno cartilagineo, è ricco appunto di periciti: queste cellule, una volta iniettate in un nuovo ambiente (anca o ginocchio), abbassano l’infiammazione, e così anche il dolore, e comunicano all’ambiente danneggiato di rallentare l’apoptosi cellulare (la fisiologica morte cellulare) dei condrociti, creando una riparazione del collagene.

Non è possibile, infatti, rigenerare la cartilagine dove è cominciato l’irreversibile processo di degenerazione dei tessuti; tanto meno nei casi in cui l’usura abbia raggiunto l’osso. Però, sappiamo che se il danno non è avanzato, le cellule mesenchimali-staminali possono formare un tessuto simil-cartilagineo che si integra correttamente con quello circostante attraverso un collagene di tipo 2.

TERAPIE INFILTRATIVE: una soluzione efficace

Quanto abbiamo detto, però, non deve assolutamente scoraggiare: i risultati della terapia infiltrativa in campo ortopedico per gli stadi iniziali dell’artrosi sono evidenti.

Bisognerà identificare le caratteristiche del Paziente per utilizzare l’approccio terapeutico più sensato, scegliendo l’utilizzo di infiltrazioni, oppure opzioni chirurgiche come l’artroscopia dell’anca o la protesi d’anca.

Le terapie infiltrative sono del tutto sicure e hanno la capacità di ridurre il dolore, migliorare la funzionalità articolare e, di conseguenza, aumentare la qualità della vita e possono essere associate a opzioni chirurgiche conservative come l’artroscopia dell’anca.

Se vuoi saperne di più su artrosi dell’anca e terapie infiltrative, non esitare a contattarmi.

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