Prima di capire se sia consigliabile o meno eseguire un intervento di meniscectomia, è necessario comprendere quale siano le funzioni del menisco.
Il menisco dell’articolazione del ginocchio: a cosa serve?
Il menisco è un cuscinetto fibro-cartilagineo presente tra i capi ossei delle articolazioni; ne è un tipico esempio il menisco dell’articolazione del ginocchio.
La sua principale funzione è quella di ammortizzare le forze nell’articolazione del ginocchio, diminuendo la pressione che grava sulla cartilagine. Altre funzioni riguardano la lubrificazione articolare, la propriocezione (insieme delle funzioni deputate al controllo del movimento della posizione) e la stabilità del ginocchio.
Partendo da questo presupposto, possiamo già iniziare a comprendere come la meniscectomia, in passato eseguita con estrema leggerezza in caso di LESIONE del MENISCO, dovrebbe essere, invece, ponderata con grande attenzione, non solo dal chirurgo che la esegue, ma anche dal paziente che la subisce.
Meniscectomia artroscopica: di cosa si tratta
La meniscectomia è un intervento chirurgico che prevede l‘asportazione di una parte del menisco e che viene eseguito in artroscopia. Il chirurgo accede all’articolazione attraverso due piccolissime incisioni (portali) nella regione anteriore del ginocchio, ai lati del tendine rotuleo.
Attraverso questi due portali, viene introdotta all’interno del ginocchio una telecamera che permette di vedere gli strumenti utilizzati per la rimozione della porzione del menisco che presenta la lesione (meniscectomia selettiva).
Meniscectomia selettiva artroscopica: cosa accade dopo l’intervento
La meniscectomia selettiva artroscopica è l’intervento più eseguito da tutti gli ortopedici del mondo e rimane, ad oggi, uno degli interventi di maggior successo nel breve periodo; per il paziente significa poter tornare a svolgere le regolari attività, anche sportive, entro un paio di settimane.
Studiando chi ha subito questo intervento 15 o 20 anni fa, però, abbiamo appreso che la cartilagine, dopo la rimozione del menisco, tende a usurarsi più velocemente, portando all’ARTROSI e alla successiva PROTESI di GINOCCHIO.
Questo deterioramento avviene, con maggiore probabilità, se si ha un ginocchio instabile per una pregressa lesione del legamento crociato anteriore (LCA), se il menisco asportato è il laterale piuttosto che il mediale ma, soprattutto, se la quantità asportata è superiore al 50%.
Se la quantità di menisco asportato è ampia e, soprattutto, se la sua “radice” (il corno posteriore) non è più presente all’interno del ginocchio, l’usura della cartilagine progredirà più velocemente.
La sutura meniscale: un po’ di chiarezza
Una volta si pensava che il menisco fosse una struttura anatomica priva di capacità di cicatrizzazione. Quindi, quando si verificava una lesione, la parte mobile doveva venire asportata. Oggi, invece, sappiamo che il menisco ha nella sua porzione più esterna ha vasi sanguigni, grazie ai quali ha quindi la capacità di riparazione.
Quindi, se la lesione è periferica, la zona cioè caratterizzata dalla presenza di vasi sanguigni (detta “zona rossa“, appunto), sappiamo che se la stabilizziamo con una sutura artroscopica, esse con grande probabilità guariranno.
Oggi l’imperativo è quello di cercare, sempre, di mantenere il menisco nativo, anche in caso di rottura. Quindi, all’interno dell’artroscopia, se il tipo di lesione e le caratteristiche meccaniche del menisco lo consentono (“zona rossa” o zona “bianco-rossa”), si eseguirà una Sutura Meniscale piuttosto che una sua asportazione.
La sutura meniscale permette di non perdere le biologiche funzioni del ginocchio; ci pone, però, di fronte a due sfide:
- Una sfida per il chirurgo: il chirurgo dovrà eseguire un intervento gravato da un maggior tasso di fallimento: infatti, ciò che abbiamo suturato non è detto che riesca a guarire perché il menisco non è una struttura dotata di grandi capacità di riparazione. Sappiamo, dagli studi scientifici internazionali, che la sutura può fallire dal 15% al 20% delle volte: questo significa che, circa 1 menisco suturato su 5, avrà bisogno di una nuova artroscopia entro i primi anni dall’intervento. Se invece il menisco viene asportato, il tasso di revisione chirurgica nei primi anni sarà di appena l’1-2%.
- Una sfida per il paziente: la sutura meniscale comporta tempi di recupero più lunghi; per permettere la sua cicatrizzazione, infatti, il ginocchio non si può mobilizzare da subito ma progressivamente. Anche le stampelle saranno abbandonate più tardi nel tempo rispetto a una meniscectomia e i dolori articolari (dovuti ai punti di sutura), purtroppo, accompagneranno il paziente per qualche mese.
Sutura meniscale: la parola al chirurgo
La Sutura Meniscale funziona solo se il paziente è ben informato.
Tante volte noi ortopedici abbiamo ascoltato la frustrazione del paziente con sutura meniscale che vede nei centri di riabilitazione i “colleghi” meniscectomizzati recuperare con grande velocità mentre i loro progressi avvengono più lentamente.
I chirurghi che devono prendersi l’impegno di informare al meglio i pazienti sulle opzioni terapeutiche che si possono prendere in considerazione in caso di lesione meniscale chirurgica.
I pazienti devono essere consapevoli dei possibili vantaggi della sutura meniscale sul lungo periodo, anche se dovranno affrontare un recupero fisico più lento, più faticoso e gravato da un rischio maggiore di insuccesso.
in conclusione
Il menisco è una struttura anatomica molto importante e l’obiettivo dovrebbe essere, per quanto possibile, quello di preservarlo.
È vero che la sutura meniscale prevede tempi di recupero più lunghi ma permette anche di mantenere inalterata la funzione di ammortizzazione del menisco, con grandissimi vantaggi sul lungo periodo.
In caso di meniscectomia, al contrario, gli studi scientifici ci dicono che mediamente dopo circa 13 anni, l’usura della cartilagine causerà, nel paziente, un severo dolore articolare, richiedendo trattamenti di salvataggio della cartilagine come il TRAPIANTO di MENISCO.
E, quando l’usura della cartilagine è troppo avanzata, l’unica soluzione che ci rimane per trattare il dolore e la Protesi di Ginocchio, un intervento che si vorrebbe eseguire solo su pazienti anziani.
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